Esattamente un anno fa usciva l’antologia “Biglietto, prego” edita da Zero91 (Collana LSM) e curata da Alex Pietrogiacomi che raccoglie i racconti di 21 scrittori italiani sul pendolarismo.

Copertina-Biglietto-Definitivo_originale

21 penne che raccontano la vita dei pendolari, dei precari, dei viaggiatori forzati, attraverso i propri occhi e quelli di un fotografo, Gianluca Giannone, creando percorsi alternativi, tracciati da chi non vuole nascondersi tra i binari imposti dall’esigenza né tantomeno arrendersi a una società menefreghista. Racconti brevi, capaci di essere compagni di percorso per una o più fermate oppure per tutto il tragitto desiderato, che hanno per protagonisti i pensieri, i sogni e i volti di chi abitualmente timbra il suo biglietto per la propria esistenza non rassegnandosi all’idea di essere uno sconosciuto da incontrare puntualmente a una fermata. Paolo Sortino li ha definiti così “…sono racconti così pieni di ironica e sofferta umanità che a confronto la psicosi di un dromomaniaco eccellente qual è stato Jean-Albert Dadas appare appena un acquerello”. 
La Zibaldina ha voluto fare alcune domande al curatore del libro Alex Pietrogiacomi a distanza di un anno dalla pubblicazione del libro e della sua vita tra i lettori.
Qual è stato l’input che ti ha spinto a creare questo libro corale?
UN VIAGGIO CON IL FOTOGRAFO GIANLUCA GIANNONE. UN VIAGGIO DA PENDOLARI COMINCIATO DA MILANO PER ROMA PASSANDO PER FIUGGI. ATTRAVERSO TRENI DISASTRATI, RITARDI, BUS STRACOLMI E TRAM CHE NON PASSAVANO MAI. ALLA FINE DELL’AVVENTURA GIANLUCA E IO PARLAVAMO DEL DISASTRO DEI PENDOLARI, DEI PRECARI E DEI VIAGGIATORI OBBLIGATI E LUI MI HA DETTO DEL SUO PROGETTO FOTOGRAFICO LEGATO PROPRIO A QUESTE CATEGORIE… E’ SCATTATA LA SCINTILLA E VIA…
Come hai selezionato gli autori?
TRA SCRITTORI CHE CONOSCEVO BENE E DI CUI AVEVO BEN CHIARA LA PENNA. ALCUNE SCELTE SONO STATE DEI VERI E PROPRI BANCHI DI PROVA. QUINDI TRA SCOUTING E ANTOLOGIA, TRA UN “PROVIAMO” E UN “SICURAMENTE VA BENE”.
So che dietro alla sua creazione c’è stato un dialogo costante tra gli autori su fb. Cosa vi siete detti? E’ stata forse questa la parte più divertente? 
SU FB CI PRENDEVAMO IN GIRO, MA SI SCEGLIEVANO ANCHE LE FOTOGRAFIE DA CUI FAR PARTIRE IL RACCONTO… SI PARLAVA DI PROBLEMI E CI SI TENEVA AGGIORNATI SULLO STATO DELL’ARTE DEL LIBRO E DELLE RISPOSTE CHE CI DAVANO LE CASE EDITRICI…
C’è stato un racconto che ti ha colpito di più e che proprio non ti saresti aspettato? Tutte le volte che ti arrivava un racconto è mai successo che pensassi: “lo sapevo, me lo aspettavo così”?
VARI MI HANNO COLPITO E OGNI VOLTA DEVO DIRE CHE MI ASPETTAVO UN CERTO STILE MA NON UN RACCONTO INTERO COME LO AVEVO IMMAGINATO
Il libro si chiude con un tuo scritto: è più riflessione, conclusione, racconto o cosa?
IN REALTA’ E’ STATA UNA COSA TECNICA. SONO STATO L’ULTIMO A CONSEGNARE PER RAGIONI LEGATE A TUTTO IL PROCESSO PRODUTTIVO E MANCAVANO ANCHE ALCUNE PAGINE, CHE SAREBBERO RIMASTE BIANCHE, QUINDI HO SCRITTO PER ULTIMO E CON DELLE BATTUTE IN PIU’…
Come è stato accolto dai lettori? E dalla critica?
BENE DAGLI UNI E DAGLI ALTRI. OVVIAMENTE OGNUNO HA LE SUE PREFERENZE, MA QUELLO CHE MI PIACE E’ CHE NELLA SUA CORALITA’ C’E’ QUALCOSA PER TUTTI. OGNUNO PUO’ TROVARE QUELLO CHE CERCA.
Ad un anno dalla sua uscita è rimasto nel tuo cuore di lettore, curatore o scrittore?
BELLA DOMANDA. DI CURATORE FORSE…

Biglietto, prego… un anno dopo

Redazione
About The Author
-