I ragazzi di FAMO li conosco, e anche bene. Ci ho anche lavorato e se dovessi puntare su qualcuno, è su di loro che punterei. Perchè sono professionisti, creativi, operativi e produttivi, cioè FANNO. E poi sono capaci di dare uno sguardo sulle cose e sulle persone diverso dagli altri. Aiutiamoli a realizzare il loro sogno di carta!
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FAMO ha realizzato una campagna di crowdfunding per raccogliere fondi per la stampa della rivista. Al video della campagna hanno partecipato tutti i collaboratori di FAMO e parte degli artisti intervistati durante questi primi mesi di vita della rivista, che credono nel progetto e continuano a supportarlo (tra loro Euridice Axen, Marco Guazzone & Stag, Marius Bizau o Stella Egitto). Il progetto di crowdfunding di FAMO si realizza attraverso eppela.com, la più importante piattaforma di raccolta fondi italiana per promuovere l’idea del finanziamento dal basso.
La campagnahttp://www.eppela.com/ita/projects/533/famo-crowdfunding
Il video: http://www.youtube.com/watch?v=SMkQseTyRBU&hd=1
Famo. Un impegno, una promessa, un’esortazione. In questo caso, anche una semplice rivista. Che poi, di questi tempi, di semplice non c’è nulla. Tantomeno dare voce ai giovani e meno giovani talenti che popolano l’underground italiano. Che poi è quello che fa FAMO. Uno spazio per raccontare chi ha voglia di fare, per l’appunto. E il bello di FAMO è che è aperto a tutti: a chi ha qualcosa da dire e anche a chi vuole semplicemente dare una mano. E siccome non si fa niente per niente, quello che diamo in cambio è una trentina di pagine di bellezza. E la bellezza, si sa, non si può scaricare da internet. Bisogna toccarla con mano, bisogna viverla, bisogna sfoggiarla. Magari su una mensola di casa, aspettando l’arrivo del prossimo ospite per sentirsi dire “FAMO? Bello, che cos’è?”. Al che voi potreste più o meno rispondere: “È una rivista che ho contribuito a stampare. Parla d’attualità e d’arte tramite le idee e le visioni di giovani artisti”. Che figurone che fareste. Non ci credete? Fate un giro sul nostro sito, scaricate il PDF. Noi aspettiamo qua. Allora? Fatto? Che ne dite? Eh sì, ve l’avevamo detto che Famo non è per niente male. Ora prendete quel PDF e portatevelo in bagno, o al parco. Difficile vero? Ecco perché vogliamo stampare FAMO. Non solo per dare un senso al vostro bagno, certo, ma perché oggi, nel fantastico mondo della rete, le cose belle si perdono, oscurate da status di cui potevamo fare a meno, banner che ti invitano a scaricare l’ultimo film di Sara Tommasi e simpaticissimi video di gatti che fumano Marlboro. E tutte le persone che hanno avuto il loro spazio su FAMO e sono riusciti a far conoscere il loro lavoro meritano di più. Forse ci siamo dilungati troppo, meglio lasciare parlare chi FAMO lo vive ogni giorno e chiudere così come abbiamo iniziato, nella speranza che abbiate voglia di rispondere a questa semplice domanda. FAMO?

 

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