ll caso “Amadeus e Sanremo” ha posto l’attenzione in maniera limpida e cristallina sul concetto di consapevolezza delle questioni di genere. O meglio sulla mancanza di questa consapevolezza, che dovrebbe essere il frutto di conoscenze e letture, studi e approfondimenti, coscienza e senso critico, analisi e autoanalisi, sensibilità e attenzione vera. Di messa in discussione dei propri pensieri e della propria cultura, della struttura della società e della sua rappresentazione, oltre che dei ruoli che questa ha imposto ai due sessi da secoli.

Ma tutto questo costa fatica e per questo la consapevolezza sulle faccende di parità divide. Ci sono i maschilisti che la hanno e, malgrado questo, continuano ad esercitare il loro maschilismo con cognizione di causa. E poi ci sono loro, gli Amadeus, quelli che proprio non vedono, non capiscono, non considerano… quelli che quando gli fai notare “Sì, sei stato sessista”, ti guardano stralunati come tu venissi da Marte e ti dicono “No, non è vero” perché loro, aggiungono, non mancherebbero “mai di rispetto ad una donna!”. E invece lo hanno appena fatto, hanno appena finito di fare un gesto velatamente violento, hanno appena mortificato le donne e calpestato la loro dignità.

Le frasi sessiste di Amadeus durante la presentazione delle co-conduttrici di Sanremo

Esattamente come ha fatto Amadeus in conferenza stampa mettendo in scena lo show del maschilista inconsapevole di sé stesso e del proprio modo di pensare. E come lui tanti (e tante) non vedono la differenza tra una donna soggetto e una oggetto, tra una donna messa lì a riempire un album di figurine e una che si autodetermina per la sua professionalità e personalità, tra una fotografia che rappresenta un harem e un’immagine che rispetta la donna. Ecco, tutte queste cose Amadeus non le ha viste e per questo non ha capito perché è stato attaccato, ritenendo di essere stato frainteso…

E come va a finire con quelli come lui? Che, dopo averti sfiancato, ti disarmano.

Ora però io da un Amadeus, che conosce solo un aggettivo per definire una donna (bella e il suo superlativo), posso anche non aspettarmi grande coscienza femminista; quello che però mi aspetto da una TV pubblica è che autori, capi struttura e direttori lavorino per evitare che uno come un Amadeus qualsiasi, nel suo disegno artistico del festival (raccontato ancor peggio in conferenza stampa), mortifichi così le donne.

Se Amadeus non ha consapevolezza del suo maschilismo intrinseco e viscerale non posso credere che non ci sia nessuno del suo gruppo di lavoro che non ne abbia avuto contezza… mi disarmo pure per loro?!


ANNAROSA BUTTARELLI “La generale reazione indignata alle infelici frasi di Amadeus, è fin troppo prevedibile e ha certamente le sue ragioni di essere. Tuttavia, quando un’azione politica diventa scontata perde la sua efficacia. La mia idea è che, invece di prendersela solamente con Amadeus, bisognerebbe interpellare le sue collaboratrici che hanno reso possibile ancora una volta la loro inferiorizzazione pubblica. Quando le donne si pongono autorevolmente in relazione con uomini che gli danno lavoro, le cose cambiano, come ha mostrato il movimento del #metoo. Ma molte donne ancora oggi non hanno avuto modo di conoscere come le loro simili hanno trasformato e stanno trasformando il mondo. Per questo è sempre più necessario il lavoro della Scuola di alta formazione Donne di Governo e dei suoi corsi per donne e uomini che vogliono evolvere per il meglio.”

 


 

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