ARCHIVIO: estratto dal settimanale Il Punto (Settembre 2012) di Lorenza Fruci
Artista, stilista, imprenditore, amante di Betty Page: lo stilista racconta la sensualità nelle calze
Betty Page
La donna di Emilio Cavallini si fa sexy e sensuale e per l’Autunno/Inverno 2012 il brand presenta un’audace collezione di collant e bodywear ispirate al mondo della mitica modella degli anni ’50 Betty Page. “La mia collezione dedicata alla pin-up, esplora in realtà l’espressione sessuale e le fantasie di tutte le donne” dice Emilio Cavallini “Bettie Page fu la più grande femme fatale, incitò le fantasie di uomini e donne in un momento in cui le ‘belle ragazze’ non avevano il coraggio di guardarsi così… o agire in quel modo”. La pin-up è un’icona attuale e contemporanea, da emulo per tutte le donne alla ricerca dell’espressività della loro femminilità che possono trovare nella nuova collezione Cavallini collant e bodywear con i quali vestirla. L’attenzione dello stilista sulla sensualità e l’espressione individuale viene rappresentata da collant lavorati che vanno dallo sconvolgente al sofisticato: per i collant a rete e i leotard un forte pizzo floreale e stili esagerati, collant e top aderente con stampa paisley effetto tatuaggio, disegni grafici optical e pois con un effetto 3D, e poi collant e top coordinati con disegni animalier per le più attente alla moda, fantasie maschili (scozzesi, chevron, pied de poule, argyle), motivi floreali su collant trasparenti per dare l’illusione della nudità. La collezione di Emilio Cavallini autunno/inverno 2012 è per le donne che osano essere diverse, le donne che amano correre rischi con le loro scelte di moda.

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“Risqué Business”
Lo stilista Emilio Cavallini ha presentato la nuova collezione Autunno/Inverno 2012, durante la Mercedes-Benz Fashion Week di New York, presso il Lincoln Center, in una forma di cinema verité: con la proiezione del cortometraggio dal titolo “Risqué Business”. Mostrato su un drammatico schermo di 6 metri, il corto cattura lo spirito libero di una donna durante una breve vacanza a Firenze. Dopo lo shopping alla boutique Emilio Cavallini, si ritira nella sua camera d’albergo, dove prova paio dopo paio i collant sexy e il body wear appena acquistati: si dimentica di tutto tranne del piacere del proprio corpo. Ammira il suo riflesso nello specchio, si accarezza, accarezza i collant con la punta delle dita, fino a quando decide di lasciare la stanza con indosso solo una tuta trasparente di pizzo.

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La boutique
Con diverse boutique nel mondo, le calze Emilio Cavallini sono note da più di 40 anni perché le donne alla moda di ogni paese le hanno scelte per i suoi disegni unici, le invenzioni di lusso e la qualità incomparabile. In particolare il 18 settembre, in occasione della prima Vogue Fashion Night Out a Firenze, Emilio Cavallini ha riaperto le porte della sua famosa boutique della città fiorentina nella centralissima via della Vigna Nuova 24/R (dove era presente dal 1989), presentandone il restylist ad opera del noto architetto Claudio Nardi. La trasparenza, le linee morbide, la sensualità, la decorazione, l’immateriale e l’impronta grafica del mondo Cavallini in uno spazio su due piani di 180 metri quadri, semplice e materico; cemento, intonaci, cristallo, il tutto messo in vibrazione da superfici riflettenti e luminose, videoproiezioni all’interno e un grande videowall all’ingresso con immagini di moda, arte, lifestyle, storie e suggestioni. Le protagoniste sono le tantissime gambe dislocate ovunque, vestite dai coloratissimi collant, oggi famosi in tutto il mondo. Accorsi numerosissimi i clienti, i giornalisti, gli amici di Emilio Cavallini, amato perfino da Lady Gaga che ha indossato i suoi collant per la London Fashion Week.

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Emilio Cavallini, lo stilista
Il successo di questo brand si deve alla creatività e allo spirito imprenditoriale dello stesso stilista Emilio Cavallini nato a S. Miniato in provincia di Pisa nel 1945, studente dell’Università di Firenze (facoltà di Economia e Commercio 1964-1966), che, per dedicarsi alla moda, interrompe gli studi e si reca nella ‘swinging’ London. Lì Incontra Mary Quant, sboccia la sua passione per le calze e capisce che vuole vestire le gambe. Nascono i primi collant con disegni bianco nero, a pois, a stelle, con motivi teschi, rigati, con stampe animalier e ogni tipo di rete. I colori flou diventano i suoi riferimenti. Nel 1970 l’attività lo porta ad aprire, a S. Miniato, un’azienda propria dal nome Stilnovo. Oltre che per Mary Quant, produce calzetteria moda per le griffe e i marchi più importanti, fra cui Dior, Celine, Roberta da Camerino, Balenciaga, Gucci, Alexander McQueen. Nel 1980 realizza la sua linea di sola calzetteria con il marchio Emilio Cavallini. Il successo è immediato e Cavallini, disegna anche scarpe, accessori pelle, costumi da bagno ed una linea completa di abbigliamento audace, d’avanguardia per Uomo e Donna  giovane, distribuita con enorme successo su licenza. Si aprono boutique a Firenze, Milano, Roma, Parigi, Dussendorf, Londra, Hong Kong e Tokio. Sfila a Parigi l’uomo e Milano la donna. Diventa membro della Camera della Moda di Milano. Giunti gli anni ’80, Cavallini ritiene superato il momento della ricerca di nuove forme di abbigliamento. Si dedica però allo studio e alla produzione di indumenti realizzati senza cuciture (seamless) grazie alle nuove macchine da calze con grossi cilindri concepite appositamente. Porta le collezioni a New York e prosegue nella ricerca inventando una grande calza che riveste tutto il corpo. Nel 2009 Stilnovo produce 4 milioni di calze fantasia all’anno che esporta in tutto il mondo. Attualmente si dedica alla costruzione dell’archivio dei motivi decorativi e delle tecniche utilizzate in 40 anni di lavori. Inoltre dedica tempo alla sua passione per l’arte, sia del passato che quella contemporanea. Una passione che lo porta a costruire istallazioni ed opere di varie forme e dimensioni utilizzando le calze tese come fossero fili. Non solo, utilizzando anche la sua conoscenza della matematica nel realizzare le tensioni dei filati. Nel corso degli anni, Emilio Cavallini ha avuto numerosi riconoscimenti: nel 1986 il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga gli conferisce l’onorificenza di Cavaliere e nel 1989 l’onorificenza di Ufficiale, nel 1989 riceve il Leone d’oro a Venezia per la Moda, nel 1993 il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro gli conferisce l’onorificenza di Commendatore.
Il libro
La storia appassionata dell’imprenditore di calzetteria che da oltre trent’anni ha sovrastato il mercato con l’invenzione dell’abito per le gambe, è ripercorribile nel libro “Emilio Cavallini” (edito Skira) che illustra il sinuoso viaggio timonato dal respiro d’amore per l’arte da cui lo stilista trae l’ispirazione per i motivi decorativi impressi nelle trame studiate fino a trasformare la calza femminile (non la gamba) in un elemento o accessorio dominante quanto determinante dell’apparizione fisica. Un libro d’artista che racconta la storia di una passione senza vanità, di un sapere osservare la materia, ricercare, catturare lo spirito del tempo al di sopra delle tempeste per sublimare il banale osando varcare le soglie dell’arte. Il volume è correlato da testi di eminenti critici d’arte quali Laura Cherubini, Silvia Pegoraro e Sergio Risaliti mentre Benedetta Barzini traccia un profilo del brillante imprenditore e autore protagonista di oggetti in libertà.

Emilio Cavallini: dietro un collant c’è di più

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