ARCHIVIO: intervista realizzata a Giugno 2102 da Lorenza Fruci
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Se la vita ti dà i limoni, fai la limonata migliore che puoi…
Il mio primo ricordo di lui risale alla conduzione, insieme ad altri “figli di”, di quel Festival di Sanremo rimasto nella storia per essere stato uno delle peggiori edizioni. Da quel lontano 1989 Danny Quinn ne ha fatte di cose tra cinema e tv (I promessi sposi e Stradivari nel 1989, Gli amici di Gesù nel 2000, Don Matteo nel 2006, Go Go Tales nel 2007; vince il reality La fattoria nel 2004), fino ad arrivare ad aprire un cafè nel centro di Roma. Dal 2009 infatti è possibile incontrarlo all’ora di pranzo nel suo Queen Energy, locale del quale cura ogni minimo dettaglio, dal salmone al personale al business plan. E’ un health food cafè,dove è possibile mangiare un pasto sano e bio in maniera veloce. È lì che lo incontro, disponibile ma distaccato, in forma, senza un capello bianco, bisognoso di andare in bagno a metà intervista (poi capirò il perché).

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Qual è il tuo rapporto con la cucina, sei un appassionato?
Più che una passione, sono molto informato e so cucinare perché mi sono sempre alimentato bene e sono sempre stato attento alla salute. So quali sono i grassi saturi, le verdure che hanno certe qualità piuttosto che altre. Poi, avendo trascorso la maggior parte della mia vita da solo, mi sono dovuto adattare, e ho imparato a cucinare e cucinarmi (anche se è un po’ triste mangiare da soli): so fare il pesce al forno al sale per esempio.
Quindi il tuo locale è quello dove andresti a mangiare tu?
Sì. Ho sempre tenuto alla salute e mi sono accorto che, dovendo mangiare fuori casa, c’era una carenza di cibi sani: nelle tavole calde non sempre si trovano le verdure cotte al vapore.
Chi viene a mangiare qui?
Di solito una persona che ha uno stile di vita in sintonia con il benessere, che “sa come mangiare”. Per quei clienti che non hanno un’educazione alimentare ho pensato di organizzare una rete di professionisti tra nutrizionisti, medici e personal trainer per offrire consulenze sulla sana alimentazione.
Cosa si può mangiare nel tuo locale?
Come prima cosa c’è una vasta scelta di juice bar, non solo frullati di frutta ma anche centrifughe di verdura; l’insalata è fatta con ingredienti selezionati, i gamberetti sono sott’acqua, il tonno è al naturale e usiamo solo olio extra vergine di oliva pugliese. Ho scelto personalmente gli ingredienti insieme allo chef (prima di aprire il locale mi sono preparato due anni facendo ricerca sui cibi, i gruppi sanguigni…); per esempio il salmone lo abbiamo cambiato 4 o 5 volte, fino a che non no trovato il giusto rapporto qualità-prezzo: ora è ottimo ed ha un prezzo da take away.
C ’è molta cucina mediterranea?
Più che altro la reinterpretiamo, facendo riferimento alla nuova piramide alimentare di Harvard che ha come base l’esercizio fisico e l’alimentazione corretta: con numero di calorie limitate, si dà più importanza alla frutta, alla verdura e meno alle proteine.

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Tu sei un cittadino del mondo, eppure hai aperto il tuo locale a Roma, una città difficile, come mai?
È vero, Roma è la città più difficile al mondo, le leggi italiane sono complicatissime e controproducenti per un imprenditore, c’è un sistema malato che non incentiva all’impresa… però ho aperto a Roma il mio primo cafè per una ragione pratica: c’è mia madre vedova che vive sola qui ed io sono single. E comunque, se ce la fai qui, ce la puoi fare ovunque. È inutile pensare a quello che non si ha: se la vita ti dà i limoni, fai la limonata migliore che puoi…
Hai un piatto preferito dell’infanzia?
Ricordo che andavo pazzo per il pollo fritto del Kentucky Fried Chicken (ndr KFC, acronimo di Kentucky Fried Chicken, catena statunitense di fast food la cui specialità è il pollo fritto) perché anche mia madre era attenta all’alimentazione, ci concedeva KFC una volta ogni due mesi ed era fantastico.
Cosa ami della cucina italiana?
La semplicità.
Di quella americana?
Niente.
Il tuo chef preferito?
Gordon Ramsay. Io amo Gordon Ramsay, è il mio idolo.
Qualcuno in particolare che vorresti invitare nel tuo locale?
Io vorrei invitare Sir Richard Branson e proporgli di fare un business insieme.
Sei sempre riuscito a mantenerti in forma?
Sì, però ad un certo punto anche la mia conoscenza era limitata e quello che mangiavo non andava più bene per mantenere la mia forma fisica ideale. Così mi sono rivolto ad un professionista.
C’entra un po’ anche l’età che avanza?
Più che altro c’entra lo stile di vita che si è fatto stressante da quando ho aperto l’attività, gli ultimi tre anni hanno messo il mio corpo sotto stress e ho avuto bisogno di fare dei cambiamenti nelle mie abitudini alimentari, anche se ho sempre mangiato bene, ho sempre fatto una vita sana e sport, sono sempre andato a letto presto e mi sono sempre alzato presto.
Mai droghe, fumo, vizi e stravizi? Neanche una volta?
No, mai. Solo il sigaro ogni tanto.
Ora che vita fai?
Mangio a orari precisi, ho un’alimentazione  particolare e faccio attività 7 giorni su 7. Mi segue un medico che utilizza la strumentazione bioimpedenziometrica che calcola i bisogni nutrizionali e la necessità di acqua, misurando la massa magra e grassa. Io devo bere 5 lt di acqua al giorno a basso residuo fisso, è per questo che spesso devo andare in bagno.
Nel web è pieno di tue fotografie di un sexy calendario di qualche anno fa. Lo rinneghi?
No, forse ne faccio un altro.

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Tra qualche anno compirai 50 anni, potresti farlo per quella data. Come vivi il rapporto con la tua bellezza e il tempo che passa?
Per me è una sfida. Faccio attenzione, è interessante vedere la differenza di vitalità del corpo con il passare degli anni. Dipende molto dalla vita che si fa, ci sono dei cinquantenni con dei corpi bellissimi. Non escludo il calendario a 50 anni, bisogna vedere come mi sentirò. So, per esempio, quanto devo pesare.
Ora sei in forma?
No. Sarò in forma tra 8 settimane, quando arriverò a pesare 83 kg con una massa grassa al 18%. Ora peso 86 kg e mezzo.
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Intervista a Danny Quinn: dal cinema alla cucina

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