ARCHIVIO: estratto da Il Punto Maggio 2012

La incontro sorridente, solare e senza un filo di trucco. E’ di quelle che non se la tirano neanche un po’. Canta perché le viene spontaneo, la voce le esce naturalmente e tutto il resto non conta. Neanche la timidezza, la taglia in più, il giudizio degli altri. Così è Noemi, la cantautrice romana dalla chioma rossa che in pochi anni si è affermata come la nuova leonessa della musica italiana, partendo da X Factor nel 2009, passando per Sanremo (2010 e 2012) e arrivando a conquistare il disco d’oro con l’ep omonimo Noemi e il disco di platino con il brano “L’amore si odia” in duetto con Fiorella Mannoia. Ultimamente l’abbiamo vista in un’emozionante versione “bluesy” cantare “Hey Jude” dei Beatles in chiusura del Concertone del 1 Maggio a Roma. Cominciamo la nostra chiacchierata proprio da qui.

Cosa ha rappresentato per te il palco del Concertone del 1 maggio?

È stata una giornata di musica. Per me fare musica non è un lavoro, è una grande passione che poi si è trasformata anche in lavoro, è stata una grande occasione per salire su un bel palco e cantare per tante persone… e poi è stato il mio primo 1 maggio!

E la politica?

La politica preferisco tenerla fuori dalla musica, io canto per tutti, non mi piace il fatto di cantare solo per delle persone o per delle altre, io canto per tutti quelli a cui piace la mia musica.

Quando sognavi di diventare una cantante, pensavi a questo palco o a quello di Sanremo?

Sono due palchi molto diversi. Anche se in realtà prima si sogna più che altro il tipo di musica che ti piacerebbe fare e il palco viene di conseguenza, puoi anche sentirti soddisfatta di suonare la tua musica in un piccolo club. A volte l’importanza del palco prende il sopravvento sul fatto che il progetto deve essere il tuo, ti deve rappresentare: a volte pur di arrivare su un palco importante si dice “faccio questo perché è popolare e mi permette di arrivare”, ma non è la stessa cosa. Per me comunque è stato un grande piacere essere stata sia a Sanremo che al Concertone.

Da piccola ti immaginavi su grandi palchi?

Quando ero più piccola ho sempre ascoltato tanta musica, ma stavo molto per i fatti miei, suonavo e non pensavo alle esibizioni davanti a tante persone, non stavo davanti allo specchio a vedermi suonare. In realtà ero molto timida.

Quando hai superato la timidezza?

Con l’università (mi sono laureata al DAMS) quando ho incontrato delle persone con le quali condividevo idee e progetti: sono entrata a far parte della tv dell’università Nessuno Tv, della cover band blues I Bagagliaio Brothers. Per me la musica è una grande valvola di sfogo, mi piace e forse la timidezza si è trasformata in egocentrismo… la timidezza mi ha insegnato a essere molto critica e poi ho imparato che non si può essere altro che se stessi. Ci sono molte persone che come me fanno questo lavoro eppure sono timide.

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Un ricordo dell’ultimo Sanremo…

Sanremo è un grande palco che ha una grande energia e quando sei lì la palpi. Senti che ci sono state Mia martini, Whitney Houston e poi tutte le persone che ci lavorano sono dei grandi professionisti, i tecnici, i musicisti, l’orchestra…, malgrado sembri un palco austero, è un palco che ti dà una grande occasione. Io ci tenevo molto al pezzo che ho portato ed era un bellissimo modo per farlo sentire a più persone possibili e per non sprecarlo.

L’ultimo Sanremo ti ha vista sul podio al femminile (con Arisa e Emma) e poi indossare il vestito blu Enrico Coveri che qualcuno ha criticato… Il glamour nella musica ti diverte o ti stressa?

Mi diverte perché in realtà scelgo tutto io insieme a mia sorella che è la mia stylist. Non mi importa il giudizio della gente, se pensa che un abito che ho scelto è bello o brutto.

Stai riuscendo a rimanere te stessa o lo star system ti sta inglobando?

Ma quale star system…? In Italia non esiste, lo star system è in America. Da noi la tematica del vincente e del perdente fortunatamente non c’è. Io sul palco dimostro chi sono, poi quando scendo è un’altra cosa, altrimenti si diventa insopportabili…

Dopo “Sono solo parole” che hai presentato a Sanremo, quali altri singoli usciranno del tuo nuovo album RossoNoemi – 2012 Edition?

Il 18 maggio usciranno due singoli insieme, quelli di chiusura del mio album; sono “In un giorno qualunque” e “Fortunatamente” che è un pezzo che ho scritto io.

Ti senti fortunata?

Beh sì, abbastanza…

Però te la sei anche un po’ cercata…

Assolutamente, la fortuna va anche cercata e valorizzata…

Ma c’è una ricetta?

No… è come quando si balla, bisogna andare a tempo. Così è la vita: bisogna riuscire ad andare a tempo, può anche capitare di perdere il ritmo. Però il bello è che si può sempre recuperarlo.

C’è un errore, uno sbaglio fatto nella tua vita che ti ha insegnato qualcosa?

Una chiusura che ho vissuto durante l’adolescenza che poi mi ha insegnato a stare con gli altri: è stato un periodo che stavo per conto mio e guardando indietro ho capito che mi sono persa delle cose.

Di cosa parla la canzone “Fortunatamente”?

“Fortunatamente” dice che la persona va valorizzata con impegno e sacrificio. Bisogna arrivare preparati.  Mi fanno ridere le storie fantomatiche delle persone che improvvisamente riescono ad “arrivare”, i progetti si sudano, si creano, la musica si suda, si crea. Per trovare le canzoni bisogna andare a chiedere. Le canzoni di Vasco Rossi, Federico Moro  (ndr ha scritto “Sono solo parole”), Federico Zampaglione (ndr ha scritto “Poi inventi il modo”) sono tutte collaborazioni che ho cercato io, non ci ha pensato la mia casa discografica.

A proposito di Vasco Rossi che ha scritto il testo di “Vuoto a perdere dove” in cui canti “E ora sono qui che guardo/che mi guardo crescere la mia cellulite/ le mie nuove consapevolezze”… come va il tuo rapporto con la cellulite?

A forza di cantarla mi sta vendendo…

Però ti ho visto in forma smagliante nei jeans Levis Curve di cui sei la nuova testimonial… (ndr Levi’s® Curve ID ha accompagnato il RossoNoemi Tour 2012)

È vero?! Grazie. Sono molto comodi e sono tagliati in un modo che se c’è un difetto può essere nascosto.

Ti rompono le scatole sull’estetica per le apparizioni in video per esempio?

All’inizio mi rompevano un po’ le scatole dicendomi di dimagrire. È sempre importante essere magri in questo mondo, c’è tanta omologazione… anche se poi in tv è impossibile risultare magri perché ingrassa tanto.

Accetti consigli sullo stile?

No, non mi faccio influenzare né consigliare… sono io che devo salire sul palco e ci devo salire a mio agio, come mi sento io…

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Come vivi il tuo essere donna nella musica? A volte è faticoso?

L’ambiente musicale è molto maschile, farsi ascoltare come donna non è scontato. I musicisti sono ancora soprattutto uomini e bisogna sempre conquistarsi giornalmente la fiducia delle persone con cui parli per poter essere musicalmente considerata, se sei una donna che sta parlando di musica e di arrangiamenti devi dimostrare di più, come in tutti i lavori.

Cosa ti ispira come artista?

Mi ispirano gli album belli e le cantautrici come Erykah Badu, Amy Winehouse… ascolti il loro disco e dici “vorrei scrivere anche io questa musica perché è troppo bella”. Scrivo spesso dopo aver sentito degli album e della bella musica perché è come se liberassero un’energia; si sente che sono lavori fatti con grande amore, dove la persona che ha scritto era se stessa e non ha copiato nessuno, non sono patchworld come molti brani di oggi che sono un insieme di cose copiate e messe insieme. La musica di certi grandi artisti e artiste è così originale perché la personalità degli autori viene fuori e quando la ascolto mi viene voglia di scrivere.

Non ti ho fatto la domanda sui talent tanto contestati, sono stata brava oppure?

Grazie, anche perché è il passato… non si ripassa dal via.

 

Intervista a Noemi

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