VALE PER I LAVORATORI PADRI?

La scritta in rosso “Vale per i lavoratori padri?” è un’aggiunta a penna del mio papà. È datata 1989. Io avevo 12 anni, mia sorella 8 e da pochi mesi era arrivato il nostro fratellino. Eravamo 3 figli di mamma lavoratrice, e papà pure. L’organizzazione familiare era una delle questioni cruciali della nostra quotidianità e giustamente mio padre si poneva il problema della paternità responsabile, anzi della genitorialità condivisa. A leggere questo appunto sembrerebbe un pensiero banale. Quasi scontato. E invece no, per quegli anni non lo era. Era assolutamente all’avanguardia, tanto da spingerlo a interrogare il personale dell’azienda. E mai come oggi, che stiamo vivendo un momento storico assolutamente straordinario, questo foglietto uscito da impolverati scatoloni, mi sembra così tanto attuale… La repentina sospensione delle scuole per il Coronavirus si è automaticamente tramutata in una faccenda tutta al femminile, come se i figli fossero di unica competenza delle mamme. Le lavoratrici madri sono state le prime a subire le normative del decreto. Eppure, lo sappiamo, la genitorialità riguarda madri e padri, soprattutto quando tutti e due lavorano, e i figli sono in carico ad entrambi alla stessa maniera. Mi auguro che questa emergenza favorisca un cambiamento verso la parità, prima di tutto culturale, rispetto alla cura dei figli.


Come sempre mio padre traccia la mia strada ed io non posso che dedicare questo 8 Marzo a lui e al suo esempio.