di Lorenza Fruci
La riflessione che emerge dalle notizie di cronaca sulle “baby squillo” che vede coinvolta la deputata Alessandra Mussolini e il marito manager Mauro Floriani è che si tratta di una storia di estrema attualità che in qualche modo si lega alle quote rose, al femminicidio e al rapporto irrisolto tra uomini e donne.
Un marito che tradisce una moglie con una minorenne è la dimostrazione di quanto sia fallimentare la battaglia delle donne nella rivendicazione della loro parità e dei loro diritti che dovrebbero basarsi sul rispetto e sull’accettazione da parte dell’uomo dell’evoluzione della donna. Un’evoluzione che in molti casi, come nella storia della Mussolini, significa per gli uomini avere accanto donne forti, capaci, di carattere, con un ruolo importante nella società, le cosiddette donne “toste”. Figure che alla lunga però per alcuni di loro possono rendere faticoso il mantenimento di un rapporto paritario e che per poter riaffermare la propria mascolinità di tipo ancestrale compromessa sentono la necessità di rifugiarsi in donne-fanciulle.
Questa storia della “baby prostitute” mette in evidenza di quanta piccolezza siano fatti certi uomini che hanno bisogno di frequentare minorenni e quindi femmine più indifese e con meno strumenti per tenergli testa. E’ un po’ la storia di Pietro Marazzo affascinato dalle trans, portatrici di una femminilità fragile quanto illusoria. I veri perdenti in questa relazione tra i due sessi sono gli uomini, bisognosi di andare a ritrovare la loro mascolinità su terreni di facile vittoria perché spesso a casa loro non riescono a rielaborare la loro identità di uomini al fianco di donne forti. E qui il dato di fatto che le quote rose in parlamento sono inutili finché i nostri uomini non imparano a confrontarsi e ad amare la femminilità e l’essere donna nella sua complessità, nell’espressione della sua forza e della sua determinatezza, finché i nostri uomini non iniziano a mettere in discussione loro stessi e a considerare la nuova sfida alla quale sono chiamati a rispondere. La donna nuova ha bisogno di un uomo nuovo. E’ lì che si spiega anche il femminicidio e le tante violenze sulle donne. Le ragioni sono tutte nella mancata elaborazione e accettazione da parte di molti uomini che le donne sono cambiate e che la femminilità ha aspetti e lati che non trovano riscontro nell’idealizzazione che loro inconsciamente ne hanno, frutto di modelli di rappresentazione del genere femminile che non sono attuali e non tengono conto della sua stessa grande evoluzione. Ora è il momento degli uomini. Che ci dimostrino che anche loro sono pronti a cambiare. La cronaca finora ci ha raccontato altro.

Il caso Mussolini-Floriani e la sconfitta delle donne toste

Redazione
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