Betty Page. La vita segreta della regina delle pin-up

È il 22 aprile del 1923 quando in una casa di Nashville nasce una bambina destinata a diventare una star. Un sorriso che s’imporrà per sempre come simbolo della sensualità e della gioia di vivere la sessualità, dietro cui si nasconde l’impressionante storia di una vita vissuta ai margini, la cui oscurità è stata sovrastata dall’accecante luce del mito. Un’infanzia travagliata e precaria, fatta di instabilità, abusi e povertà. La voglia di riscatto cercata nello studio forsennato. L’improvvisa scoperta della potenza di quella bellezza fuori dal comune, che poteva regalare una via d’uscita dalla triade “moglie-insegnante-segretaria”. Gli amori sbagliati, affrettati, i matrimoni naufragati. L’esperienza dei camera clubs e dei girlie magazine e quel talento naturale a mettersi in posa. Gli scatti rubati, le violenze subite, gli eccessi davanti all’obbiettivo. Playboy, il successo e gli scandali, le indagini dell’FBI e il ritiro nel silenzio. La pace cercata nella fede, che si trasforma in fanatismo, depressione, schizofrenia e violenza. Una vita distrutta da quell’immagine ormai lontana di pin-up sexy e sorridente, che contemporaneamente nel mondo sta creando una leggenda. Lorenza Fruci ci regala la prima biografia italiana raccontandoci la drammatica esistenza della regina delle modelle, che in poco più di cinque anni di carriera è riuscita a sconvolgere i costumi di un’epoca, a fare la fortuna dei fotografi che l’hanno ritratta e a diventare un’icona di stile, smarrendo se stessa.

Giulio Perrone editore 2013

Burlesque. Quando lo spettacolo diventa seduzione

Cos’è il new burlesque? Qual è la sua storia? Chi sono le sue interpreti più rappresentative? Il libro di Lorenza Fruci racconta l’epopea di questa singolare forma di spettacolo e la sua affermazione negli anni Novanta, il suo carattere di fenomeno sociale e culturale e la sua contaminazione con le altre arti. Una vicenda appassionante, dove, al di là della significativa eredità del passato, il ritorno del burlesque a cui assistiamo oggi si spiega sottolineando l’importanza di diversi fattori culturali, come l’ondata vintage che ha influenzato la moda recente, prima di tutto, e poi la significativa reazione alla pura e semplice pornografia. Perché il new burlesque si rifà al burlesque tradizionale per quanto riguarda le scenografie, le coreografie e l’ironia di base, ma si esprime attraverso le culture attuali con le quali si è andato a fondere diventando un genere a sé stante e facendosi portavoce di una nuova visione della donna, finalmente padrona del proprio corpo e dei propri sentimenti.

Castelvecchi editore 2011

Mala femmena. La canzone di Totò

Chi fosse la vera musa ispiratrice della canzone Malafemmena si è saputo solo di recente grazie alle dichiarazioni di Liliana de Curtis, figlia del principe Antonio de Curtis, in arte Totò. Fu infatti lui nel 1951 a comporre la canzone, scrivendone parole e musica, senza peraltro essere né musicista, né paroliere. Eppure, Totò non la incise mai, né mai la cantò in pubblico, limitandosi a seguirne il successo da lontano. Il primo a inciderla su un 78 giri fu infatti Giacomo Rondinella, e il lancio ufficiale avvenne ad opera di Mario Abbate in occasione del Festival di Piedigrotta. Da allora la canzone conobbe un’ondata montante di popolarità, tanto in Italia che all’estero, e ben presto si guadagnò l’aurea di un classico. Ancora oggi è al centro del repertorio di grandi nomi della musica italiana, uno fra tutti Renzo Arbore, che la porta in giro per il mondo con la sua Orchestra Italiana, come simbolo di una lunga tradizione. Il testo in napoletano non ha impedito alla canzone di parlare un linguaggio universale, espresso da una melodia di particolare forza e qualità. Solo un grande amore – e burrascoso – come quello tra Antonio de Curtis e la moglie Diana Rogliani poteva dunque ispirare una canzone tanto popolare come Malafemmena, con buona pace dei paparazzi… Dai gossip alla ricostruzione fedele, il libro di Lorenza Fruci racconta storia e retroscena di una leggenda musicale

Donzelli editore 2009

Biglietto, prego

All’interno dell’antologia il racconto “La sfiga” di Lorenza Fruci

21 scrittori italiani, sempre in bilico su una strada incapace di essere definita per colpa di un quotidiano pieno di trappole e sorprese, raccontano la vita dei pendolari, dei precari, dei viaggiatori forzati, attraverso i propri occhi e quelli di un fotografo, creando percorsi alternativi, tracciati da chi non vuole nascondersi tra i binari imposti dall’esigenza né tantomeno arrendersi a una società menefreghista. Racconti brevi, capaci di essere compagni di percorso per una o più fermate oppure per tutto il tragitto desiderato, che hanno per protagonisti i pensieri, i sogni e i volti di chi abitualmente timbra il suo biglietto per la propria esistenza non rassegnandosi all’idea di essere uno sconosciuto da incontrare puntualmente a una fermata. Un viaggio solitario o in gruppo, che comincia voltando pagina, da uno scorcio di irrealtà che ogni giorno chiamiamo vita.

21 racconti di: Matteo Trevisani Iacopo Barison Fabrizio Gabrielli Lorenza Fruci Gianfranco Franchi Alessandro Hellmann Massimiliano e Pier Paolo Di Mino Simone Ghelli Micol Beltramini Adriano Angelini Sut Ernest LeBeau Roberto Mandracchia Alfredo Ronci Francesca Bellino Marilena Renda Luca Piccolino Matteo Bortolotti Raffaella R. Ferré Gianluca Liguori Alessandro Raveggi Alex Pietrogiacomi

Edizioni ZERO91 2012