di Lorenza Fruci
Nel mio girovagare mi capita sempre più spesso di imbattermi in donne determinate, appassionate e empatiche che dietro ai loro sorrisi nascondono storie e progetti come buonviaggioitalia.it, sito nato dall’incontro di 3 donne che lavoravano nel settore della comunicazione e che un giorno hanno deciso di unirsi e dare vita ad un magazine che raccontasse il loro modo di vedere il mondo viaggiando. A parlarmi di questo singolare mondo editoriale è stata Debora Bergaglio, sua direttrice, con la quale ho avuto modo di confrontarmi sulle reciproche esperienze, idee e strategie. Ecco cosa mi ha detto a proposito di buonviaggioitalia.it.
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Quello che mi ha colpito del vostro progetto editoriale è che siete 3 donne che amano il loro paese d’origine e che dicono “Nonostante tutte le difficoltà e gli ostacoli che il presente ed il futuro ci riservano, crediamo in uno sviluppo e una crescita professionale legata al nostro territorio”. Quali difficoltà avete incontrato nel mondo del giornalismo e della comunicazione?
Credo che le difficoltà e gli ostacoli che abbiamo incontrato sul nostro cammino siano molto simili a quelli che incontrano tutti coloro che da qualche anno a questa parte iniziano a lavorare nell’affascinante settore del giornalismo e della comunicazione. Prima era senz’altro più semplice, c’era più lavoro e l’economia girava, ora il settore è saturo, i fondi non ci sono più, i clienti investono meno e se tagliano lo fanno proprio nella comunicazione e in tutti quei settori dell’economia che sarebbero vitali: vedi servizi, cultura, formazione, istruzione. Se vuoi emergere in questo settore, oggi, ti devi veramente distinguere ed impegnare in modo esponenziale. Insomma un percorso non facile, ma come dicevo, pur sempre dotato di un certo fascino per il fatto di incontrare persone sempre nuove, lavorare a progetti sempre diversi, andare incontro ad una formazione continua. Tralasciando il resto, il mio gruppo si sta concentrando sulle prospettive, più che sulle difficoltà.
Dove avete trovato la motivazione per fare rete e dare vita ad un vostro progetto indipendente?
La motivazione è nata anche proprio dall’incontro fra di noi. Ci siamo trovate a lavorare insieme per altri progetti, ognuna con la propria specificità e formazione: Elena come grafica, Silvana come capo redattrice, io come capo servizio, poi tutti gli altri collaboratori che hanno dato forza e vitalità al progetto: Alessandro, Vittorio, Susanna, Elisabetta, Marta, Giuseppina. E’ nata spontaneamente l’idea che, da questa sintonia umana e professionale, potesse nascere anche un sodalizio professionale, e sono stata io a lanciare l’idea di fondare Buonviaggioitalia.it; così è partita la nostra avventura e il nostro progetto insieme.
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Avete trovato una vostra strategia per emergere nel mondo del web? Se sì, quale?
Penso che non ci sia soltanto una strategia vincente, ma tanti piccoli passi giusti che conducono a costruire qualcosa di solido. Nelle nostre riunioni di redazione talvolta facciamo i conti con la nostra impazienza di crescere, di aumentare visite, contatti, servizi, risultati… ma quello che dico sempre a tutti è che ci vuole pazienza, costanza e determinazione. Una crescita rapida potrebbe non essere necessariamente positiva… è meglio avere una tendenza costante e puntare sempre verso l’alto. Tornando alla tua  domanda, da subito abbiamo deciso di puntare sulla qualità e la selezione dei contenuti. Non ci interessa scrivere quello che scrivono tutti, e se lo facciamo lo vogliamo fare da un diverso punto di vista. Noi vogliamo raccontare un’Italia sconosciuta e portare l’attenzione del nostro lettore sugli aspetti d’eccellenza del made in Italy, tanto nel turismo come nella cucina e nel lavoro, perché tutto è interconnesso.
Come avete scelto di dedicare il vostro sito/magazine proprio ai viaggi?
Principalmente perché ci siamo incontrate proprio scrivendo di turismo per altri  magazine, e quindi galeotto è stato l’argomento…! Il viaggio e il viaggiare è qualcosa che ci accomuna, anche se ognuno ha un modo personale e originale per farlo. E poi anche perché crediamo che il turismo in Italia sia molto poco valorizzato rispetto alle potenzialità che avrebbe.  
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Vi cito: “QUESTO NON E’ UN SITO DI VIAGGI! E’ UN SITO EMOZIONALE SUL SENSO DEL VIAGGIARE”: puoi spiegare meglio? Qual è l’idea del viaggiare che c’è alla base?
Ti ringrazio per questa domanda, perché mi da modo di spiegare un concetto fondamentale. Buonviaggioitalia.it non parla solo di destinazione e luoghi da vedere, ma del senso più profondo del viaggiare, ovvero della motivazione che spinge a viaggiare, a partire. C’è chi va alla ricerca di qualcosa di spirituale, chi vuole trovare una dimensione diversa, e a loro dedichiamo “gli itinerari spirituali”, c’è chi invece ama conoscere un territorio attraverso i suoi prodotti e la cucina, e allora si ritrova nella rubrica “gusto”, piuttosto che nelle “ricette vegetariane”. Altri viaggiano per visitare importanti appuntamenti ed eventi di rilievo nazionale, come una fiera oppure un festival (rubrica eventi), e poi, visto che siamo in inverno, ci sono gli appassionati di montagna. Ci interessa indagare quello che sta dietro il viaggio e poi quello che ciascuno si porta a casa; quindi, oltre a fornire delle informazioni, vogliamo raccontare le emozioni che accompagnano questo viaggio e cerchiamo di farlo con uno storytelling accattivante.
C’è un’ “eccellenza” italiana che ti ha dato particolarmente soddisfazione recensire?
Direi due in particolare: una è Matera, davvero uno scrigno di storia e sensazioni da scoprire, un tuffo nel passato fra le “case grotta”, sulla scia delle suggestioni raccontate da Pasolini nel suo film ambientato a Matera  ( Il vangelo secondo Matteo, 1964) e quelle più recenti di Mel Gibson ( La passione di Cristo 2002). L’altra realtà è il Salento, una terra ospitale fatta di persone meravigliose e determinate, molto impegnate nel promuovere turisticamente il territorio, un esempio per molte realtà d’Italia.
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Una domanda un po’ provocatoria: non è che parlate di viaggi perché volete un alibi per viaggiare?
Domanda interessante: bé, diciamo che questo progetto ha rafforzato sicuramente la nostra propensione a viaggiare, ma ne ha anche cambiato il senso e ci ha obbligato a trattare il viaggio da un altro punto di vista, ossia: non prenotare e partire in base all’offerta più conveniente o all’ispirazione del momento, ma viaggiare per vivere in prima persona e poi raccontare ad altri la nostra esperienza.
Secondo la tua esperienza, visto che collabori spesso con le donne, le donne hanno un modo diverso dagli uomini di viaggiare?
Direi proprio di sì, ma come sempre il condizionale è d’obbligo. Io credo che la donna sia più emozionale nel viaggiare e sappia dare importanza ad aspetti che probabilmente molti uomini non terrebbero in grande considerazione. Credo che ad una donna interessi molto l’ambiente umano, l’ospitalità, la possibilità di fare delle esperienze intense durante il viaggio. Con le dovute eccezioni, ovviamente. Per esempio il cibo, secondo me, è più importante per l’uomo, alla donna magari interessa di più l’atmosfera che si respira in un locale tipico e il servizio, in una parola “il contorno” del cibo. Forse l’uomo è invece più attratto dal gusto in sé, essendo comunque più “concreto” per natura.
Prossimo viaggio?
Voglio tornare a Roma, dovete sapere che per me Roma è come la Mecca, mi piace tornarci almeno una volta all’anno, ne sento la necessità, anche se il mio motto è scoprire sempre nuove mete… ma per Roma faccio volentieri uno strappo alla regola. Immergersi nella sua storia, fra i suoi monumenti e la sua arte straordinaria, vagabondare fra i suoi colli e i quartieri caratteristici… è un’esperienza per me molto piacevole.
E per ultimo: per Debora un luogo è…
Per Debora un luogo è fatto di persone e di energia. Il Salento è un luogo reso speciale dalle sue persone, ma anche un borgo abbandonato, uno degli argomenti che stiamo indagando molto con il fotografo Vittorio Puggioni, è un luogo, perché ha mantenuto un’energia particolare, una storia da raccontare che in qualche modo ci parla, anche se non ci sono più persone che possano farlo. Quello che intendo dire è che un luogo non è solo un punto su google maps, ma una dimensione interiore di chi guarda. Se non c’è uno sguardo… non c’è luogo….

 

 

 

 

L’intervista: Debora Bergaglio. Ecco come 3 donne fanno rete e dicono buonviaggioitalia.it!

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