L’Italia che non conosci: “La Riviera dei Cedri” tra Basilicata e Calabria

Se per voi la Basilicata e la Calabria sono sinonimi dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria e delle sue file infinite, sappiate che non è più così e che si possono visitare splendide località di queste due regioni senza incappare in lavori stradali ormai conclusi. Tra Maratea in Basilicata e Paola in Calabria si può scoprire per esempio la Riviera dei Cedri, una stretta fascia costiera le cui condizioni climatiche hanno favorito la coltivazione del cedro da cui ha preso la definizione. Il cedro è un agrume non commestibile dal quale si ottengono, dopo numerose lavorazioni, molti “prodotti tipici” che vanno dalla granita, al liquore, al gelato fino allo yogurt. Oltre ad essere molto aromatico e quindi una pianta officinale, il cedro è anche un agrume dal valore religioso. Citato decine di volte nella Bibbia, è per la religione ebraica il frutto più prezioso e per questo motivo tutti gli anni i rabbini vengono nella Riviera dei Cedri per scegliere i cedri migliori per la loro festa delle Capanne (Sukkoth). Devono essere perfetti sia nella forma che nella dimensione e la loro selezione trasforma la raccolta in un vero e proprio rito che caratterizza questa terra.

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La zona più florida della Riviera dei Cedri è la provincia di Cosenza che comprende i comuni (da nord a sud) di Tortona, Aieta, Praia a Mare, San Nicola Arcella, Scalea, Santa domenica Talao, Orsomarso, Verbicaro, Santa Maria del Cedro, Grisolia, Maierà, Diamante, Buonvicino, per una lunghezza di circa 40 km. E’  in particolare Santa Maria del Cedro a rappresentare il fulcro della produzione dei cedri, punto di riferimento per rabbini e turisti che lì possono trovarvi la varietà di cedro più pregiata, la “liscia diamante”. Non a caso è sorto in questo piccolo paesino Il Museo del Cedro, un luogo dedicato a questo agrume, alla sua storia, alla sua cultura, alla sua produzione e alla sua relazione con iL territorio. Buona parte dell’economia del posto è legata infatti alla sua lavorazione, alla sua vendita e distribuzione. Molte famiglie hanno tratto, e tutt’ora traggono, sostentamento dal cedro (molti anziani del luogo ricordano per esempio che i matrimoni venivano celebrati in autunno, cioè dopo la raccolta estiva del cedro che garantiva gli introiti necessari per pagare le spese della cerimonia), come la famiglia Romito che dal 1969 si dedica alla lavorazione del cedro nel rispetto della tradizione.

Ma la Riviera dei Cedri non è solo agrumi, è anche mare, uno dei più puliti di Italia tanto che anche per l’estate 2014 le sue acque di balneazione sono state classificate “eccellenti”. Un mare limpido che bagna una costa piena di storia e cultura.

Dopo Santa Maria del Cedro è d’obbligo la visita a Maratea, unica località della Basilicata a essere stata premiata quest’anno con la Bandiera blu, dove spicca la Statua del Redentore o Cristo Redentore, la colossale scultura alta più di 20 m posta sulla cima del monte San Biagio, opera dell’artista fiorentino Bruno Innocenti che la realizzò tra il 1963 e il 1965.

In questi giorni (dal 18 al 24 agosto) il Comune di Maratea ospita “La Settimana del Cinema di Maratea”, sette giorni dedicati alla settima arte, organizzati insieme a CinemadaMare e in collaborazione con la Lucana Film Commission. Registi di fama mondiale, attori ed addetti ai lavori si incontrano in questa incantevole cornice per celebrare il grande schermo. Tra i fiori all’occhiello della manifestazione, una serie di talk show serali che spaziano tra cinema, musica ed arte, valorizzando ulteriormente la rassegna internazionale di Maratea. Ogni sera a partire dalle ore 21, infatti, si alterneranno sul palcoscenico personaggi intervistati in esclusiva, prestigiose consegne di riconoscimenti speciali e attesissime proiezioni di pellicole di grande spessore artistico (qui maggiori informazioni).

Dopo Santa Maria del Cedro e Maratea, è d’obbligo una tappa a Cirella dove dal 21 al 23 agosto si svolgerà la quinta edizione di Calici sotto le Stelle, la manifestazione dedicata alla promozione e valorizzazione del settore enologico calabrese, organizzata dall’Associazione Culturale Ceri10502194_525797684215886_3010829588787675768_nllae. Anche quest’anno, oltre all’ormai consolidato percorso del vino, che vedrà schierate eccellenti cantine calabresi, è stato predisposto un percorso tematico alternativo dedicato all’artigianato locale e ai prodotti tipici, curato dall’Accademia Italiana del Peperoncino. Poi vi sarà uno stand interamente dedicato al Chiarello di Cirella che nel periodo tardo-medievale, e soprattutto in epoca rinascimentale, era molto conosciuto ed apprezzato nelle corti italiane, soprattutto presso la corte pontificia di papa Paolo III (1534-1549) dove era annoverato tra i 53 vini più buoni d’Italia, secondo quanto raccontato da Sante Lancerio, storico “bottigliere” del papa.

E per finire il tour nella Riviera dei Cedri bisogna andare a Diamante, detta la Città dei Murales e del peperoncino.

Apprendiamo dal sito www.diamantemente.com: “L’Idea di dipingere le mura della città nacque dal pensiero dell’artista Nani Razetti, di origini genovesi ma radicato a Diamante. La sua idea nel 1981 richiamò più di 80 artisti provenienti oltre che dall’Italia anche da diverse parti del mondo, come l’Argentina, la Grecia, l’Albania. Il primo posto preso d’assalto da questi maestri dell’arte fu il bellissimo centro storico di Diamante… Solo quattro anni dopo, Diamante fu sommersa da una nuova ondata di Murales, dipinti da altri 15 artisti tra i quali la scrittrice e poetessa Dacia Maraini che immortalò una sua poesia sulle mura della città, dando origine ad una nuova tipologia di murales sulle pareti del borgo: La poesia dipinta”.

Diamante è anche la città del peperoncino perché dal 1992 nel mese di settembre si tiene Il Peperoncino Festival, ormai un appuntamento annuo irrinunciabile che coinvolge tutto il paese e attira molti turisti incuriositi dalla gastronomia della Calabria e dal suo indiscusso protagonista il “peperoncino”. Quest’anno si svolgerà dal 10 al 14 settembre, come sempre evento gratuito, proporrà mostre, incontri, cinema, cabaret, fotografie, satira ispirati dal peperoncino e non solo.

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Un paese vivo e accogliente, grazie anche al porto, al lungomare con i suoi negozi eleganti e ai ristoranti tipici, capace di coinvolgere i suoi cittadini e i turisti proponendo ogni sera dell’intrattenimento, come lo Sky Lanterns Festival che quest’anno si è svolto la sera del 17 agosto (anziché a Ferragosto) che ha permesso a ogni persona che si trovava a Diamante -anche casualmente- di affidare un sogno al volo di una lanterna cinese, libera di andare verso il cielo e il mare.

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L’Italia che non conosci: “La Riviera dei Cedri” tra Basilicata e Calabria

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