Arriva sempre così, senza preavviso e chiedere permesso, la consapevolezza. Ci piomba addosso, impadronendosi dei nostri occhi e dei nostri pensieri, e investe il nostro presente. Come quando capiamo, tutto ad un tratto, che chi desideriamo non ci amerà mai, che quella persona cara non tornerà più, che non siamo felici, che ci siamo innamorati, che il lavoro che facciamo non ci piace, che quell’amicizia che credevamo eterna non lo sarà più… e tutto cambia colore, odore, forma. Ma soprattutto significato.
Apriamo gli occhi e vediamo per la prima volta nitidamente, senza sbavature; è così quando i miopi inforcano gli occhiali, raccontano. Il mondo si fa chiaro, dichiarato, delineato. E noi non abbiamo più scuse per non vederlo per come è realmente.
Stasera, uscita dal lavoro, sono salita in macchina per tornare verso casa, e ho sentito la solitudine intorno a me, le vie abbandonate, le macchine che non c’erano, i rumori silenti. Sono rimasta immobile, lì seduta, per minuti e minuti, mentre il vuoto della vita mi cingeva. Ho avvertito, sulla mia testa prima, intorno alle mie spalle poi, e infine dentro la mia pancia, il senso tangibile del dramma che stiamo attraversando. Da fermi, rinchiusi, impotenti come siamo.

E per la prima volta ho avuto concreta consapevolezza di quello che realmente stiamo vivendo. La strada davanti ai miei occhi e l’atmosfera che l’avvolgeva erano quelle che da domani in poi avrebbero ridefinito le nostre giornate, le nostre relazioni, le nostre prospettive. Figlie dei nostri sguardi futuri.

Stasera, da sola in quella strada del centro di Roma, chiusa nella mia macchina, ho preso veramente coscienza che niente sarà più come prima. Che queste emergenza ci segnerà per sempre e per sempre ci cambierà. Sarà dura. Difficile. Come tutti i cambiamenti imprevisti e obbligati. Ma sarà anche un’occasione per ripensarci e per ricreare tutto quello che finora non ci ha accompagnato verso la felicità e la pace. Sarà sicuramente diverso, ma come sarà non lo non sappiamo ancora. E questa è l’unica luce della speranza che ci deve dare la forza di stare fermi oggi per rimetterci in moto domani. Per rialzarci tutti insieme per tracciare una strada nuova.
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