Intervento per UCLG Culture Summit di Lorenza Fruci (Assessora Crescita Culturale Roma Capitale).

In questo intervento per l’UCLG Culture Summit, che si è svolto a Izmir a settembre 2021 sul tema “Culture: Shaping the Future”, c’è una sintesi delle riflessioni maturate sulle politiche culturali del futuro partendo dalla pandemia.

Buongiorno a tutti da Roma e grazie per questo invito.

E’ importate oggi riflettere insieme a voi sul ruolo che ha avuto la cultura durante la pandemia e sul ruolo che dovrà avere in questo momento di ripartenza.

Come politici e operatori culturali, anche se in luoghi diversi del mondo, ci siamo trovati tutti di fronte al grande interrogativo di come dare un senso nuovo ai luoghi della cultura.

1 In Italia i musei, i teatri, le sale da concerto sono stati chiusi e la prima questione da affrontare è quella di rendere la cultura un “bene essenziale”. Un bene democratico, inclusivo, partecipativo.

Per la Roma che immagino per il futuro i musei e i teatri sono luoghi che offrono servizi essenziali, in cui gli artisti possono essere attori protagonisti dei processi evolutivi della società.

2 Altra questione sono gli spazi urbani che si sono resi palcoscenico per lo spettacolo dal vivo. Roma si è dimostrata pronta ad accogliere la sfida delle limitazioni imposte dal COVID e appena è stato possibile ha reso le sue piazze, le sue strade e i suoi parchi luoghi di spettacolo e di cultura.

Il modello Estate Romana, la storica rassegna estiva di programmazione culturale della città, si è dimostrata un contenitore aggiornabile, modulabile e funzionale.

Il Circo Massimo, Colle Oppio, Villa Borghese sono stati spazi che hanno permesso ai cittadini e ai turisti di godere dell’offerta culturale anche in piena pandemia.

Sono stati soprattutto i beni culturali che rendono il centro storico di Roma Patrimonio Unesco a dimostrare la loro contemporaneità come spazi in grado di accogliere spettacoli e incontri culturali.

Ed è proprio da questi che Roma Capitale intende ripartire. Investiremo i fondi del PNRR messi a disposizione dalla Comunità Europea principalmente per opere di restauro dei nostri beni culturali con lo scopo però di renderli spazi urbani in dialogo con la città e la sua produzione culturale.

Questo è uno degli obiettivi che si è data l’amministrazione capitolina che in questi anni ha investito sul recupero e sul potenziamento della dimensione internazionale di Roma, contesto all’interno del quale è stata lanciata la Carta di Roma.

 

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